13a Camminata Alpina - 2 Giugno

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Categoria
Attività dei Gruppi
Data
2019-06-02 08:30 - 12:30
Luogo
Monte Tomba
Telefono
338 9971566
File Allegato

LA CAMMINATA DEL 2 GIUGNO 2019 SUL MONTE TOMBA

La dorsale del Tomba è l’ultima propaggine est del massiccio del Grappa: un prato lungo un paio di chilometri alla quota di 860 metri divide la conca di Alano dalla pianura pedemontana di Cavaso e termina sul Monfenera fino a scoscendere sul Piave tra Fener e Pederobba; oltre il Piave il Monte Cesen, a nord lo Spinoncia e dietro il Valderoa e il Monte Salarol.
Ogni prima domenica di settembre si celebra qui una “sentita” manifestazione a ricordo dei caduti della Grande Guerra, alla presenza delle Associazioni d’Arma e dei rappresentanti ungheresi, austriaci, tedeschi e francesi: nel monumento ossario di Pederobba sono raccolti i resti mortali di 1000 caduti francesi e a Quero nel sacrario del Col Maor riposano 229 soldati del Corpo Alpino Germanico e 3232 soldati austroungarici, caduti assieme a tanti italiani che si immolarono sul Tomba.
Dopo la rotta di Caporetto del 24 ottobre 1917 gli eserciti tedeschi e austroungarici dilagarono nel Friuli fino al Piave e scesero da Belluno dopo aver accerchiato parte della dell’Armata del Cadore: l’allora tenente dell’Alpenkorps e futuro feldmaresciallo tedesco Erwin Rommel il 10 novembre 1917 a Longarone fece prigionieri 200 ufficiali e 8000 uomini della IV Armata italiana del generale Nicolis De Robilant, perdendo “solo un uomo, un ferito grave e un ferito leggero”.
L’esercito italiano in rotta si attestò sulla linea del Piave dal mare Adriatico fino a Fener e sul Monte Grappa che diventò la catena di congiunzione col fronte degli altipiani.
La Valsugana era già difesa e il baluardo del Grappa era impossibile da oltrepassare. Obiettivo degli avversari divenne allora lo sfondamento di Pederobba, prendere alle spalle la linea italiana sul Piave e contemporaneamente progredendo verso Bassano e Schio anche quelle attestate sul Grappa e sugli altipiani: se fossero passati l’Italia avrebbe perso il Veneto e forse anche la guerra.
Ma per fortuna italiana la velocissima avanzata avversaria contro un esercito in rotta dovette fare i conti con la lentezza dei supporti logistici.
Tra il 14 e il 16 novembre 1917 la 55a Divisione austrotedesca proveniente dal Cadore fu bloccata dai Fanti della Brigata Como sul Monte Cornella, una collina di 630 m sopra Quero: il sacrificio di quei Fanti permise agli italiani di organizzarsi sul Tomba, mentre la cima del Grappa, fortificata nel 1916 da Cadorna, risultò imprendibile.
Il giorno dopo, 17 novembre, gli austrotedeschi presero Alano e il 18, supportati dall’efficace tiro di artiglieria dalla sinistra Piave, gli Jager arrivarono nei pressi di Osteria Monfenera sul Tomba, difeso dalle Brigate Basilicata, Como e dai Battaglioni Alpini Monte Granero e Val Pellice.
Il 21 novembre Rommel conquistò il Fontansecca; il 22 gli Jager col lanciafiamme conquistarono definitivamente la dorsale del Tomba: la 1a linea italiana si attestò allora in trincea sull’immediato rovescio. Il 5 dicembre i tedeschi tornarono in Germania; l’11 dicembre la 5a Divisione austroungarica conquistò il Monte Spinoncia e il 13 il Valderoa; il 18 cadde il Monfenera e quello stesso giorno anche il lontano Asolone. Il 30 dicembre la 47a Divisione Chasseurs francese che era a disposizione in pianura salì sul Tomba e riconquistò tutta la linea sommitale. Di conseguenza gli avversari sgombrarono anche la conca di Alano. Finì così la Battaglia di arresto.
Sei mesi dopo, durante la Battaglia del Solstizio, l’efficace fuoco di contropreparazione italiana dal Monte Palon, ora munito di artiglieria pesante, bloccò il 15 giugno 1918 un tentativo austroungarico partito da Alano per riprendere il Tomba.
Il 27 ottobre 1918 nella Battaglia della Vittoria reparti francesi e i battaglioni alpini Bassano e Verona attraversarono il Piave; il 30 ottobre i Lancieri della “Firenze” entrarono a Vittorio Veneto e il 4 novembre a Villa Giusti di Padova l’Austria Ungheria firmò la resa: la guerra era finita.

 
 

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